Noleggio a lungo termine: oltre 40mila italiani hanno detto addio all’auto di proprietà

di  ROBERTO SPOSINI

Continua a crescere il numero di automobilisti che sceglie di rinunciare all’acquisto dell’auto in favore del noleggio a lungo termine. In oltre 40mila hanno già fatto questa scelta. E arrivano anche i primi store dedicati.

Il noleggio dell’auto a lungo termine piace sempre di più agli italiani. A dirlo, il marzo scorso, Aniasa, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, e che ha fornito uno spaccato su uno dei trend che, insieme al car sharing, sta cambiando la mobilità privata, il noleggio a lungo termine. Dalla proprietà, all’uso: soprattutto chi vive nelle grandi città è sempre più proiettato verso l’uso dell’auto. Una soluzione che, sempre secondo l’Aniasa, conviene anche ai privati che percorrono tra 10 e 25mila chilometri annui (con percorrenze inferiori meglio preferire il car sharing o il noleggio a breve termine).

Secondo uno studio condotto da Aniasa con la società di consulenza Bain&Company il cliente-tipo privato del noleggio a lungo termine è uomo (52 per cento), mediamente più giovane, più informato e benestante rispetto a quanti scelgono la proprietà; un utente più “green”, pronto anche all’alimentazione elettrica (nella foto una e-Golf elettrica). ©Volkswagen

Secondo uno studio condotto da Aniasa con la società di consulenza Bain&Company il cliente-tipo privato del noleggio a lungo termine è uomo (52 per cento), mediamente più giovane, più informato e benestante rispetto a quanti scelgono la proprietà; un utente più “green”, pronto anche all’alimentazione elettrica (nella foto una e-Golf elettrica). ©Volkswagen

Il noleggio a lungo termine piace sempre di più

Sono circa 40mila gli italiani che hanno già scelto il noleggio a lungo termine, spinti soprattutto da ragioni di convenienza e minor impegno nella gestione dell’auto: “A parità di modello e di percorrenza, stimiamo una convenienza media del 15 per cento rispetto alla proprietà, senza contare altri vantaggi, come non immobilizzare l’intero capitale per l’acquisto o il tempo risparmiato per la ‘burocrazia dell’auto’ (bollo, assicurazione, manutenzione, eventuali multe o incidenti), ha spiegato Massimiliano Archiapatti, presidente Aniasa. Quanto costa noleggiare a lungo termine un’auto? Sempre secondo Anisa per una city-car si possono spendere circa 240 euro al mese, per una monovolume circa 300; spesso viene richiesto un piccolo anticipo.

Il primo Arval Store dedicato al noleggio a lungo termine per i privati ha appena aperto a Torino, in corso Rosselli 236. ©Arval

Il primo Arval Store dedicato al noleggio a lungo termine per i privati ha appena aperto a Torino, in corso Rosselli 236. ©Arval

A Torino Arval apre il primo store del noleggio

Il mercato evolve, naturale che l’offerta si adegui. E se fino ad oggi il noleggio a lungo termine è stato soprattutto un “affare” per le imprese, oggi nascono nuove iniziative dedicate anche ai privati. Fra queste, la recente iniziativa di Arval, che ha appena inaugurato a Torino il primo Arval Store, un luogo fisico dove valutare, insieme a un gruppo di consulenti, l’ipotesi del noleggio a lungo termine (generalmente da 36 a 48 mesi) con il vantaggio di un’offerta che riguarda la quasi totalità di marchi dell’auto, incluse ibrideibride plug-in e auto elettriche.

Oltre allo store di Torino, Arval ha aperto 750 centri dislocati su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di offrire assistenza, manutenzione e cura dell’auto (anche a chi ne possiede una di proprietà). ©Arval

Oltre allo store di Torino, Arval ha aperto 750 centri dislocati su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di offrire assistenza, manutenzione e cura dell’auto (anche a chi ne possiede una di proprietà). ©Arval

La mobilità privata cambia e l’offerta si adegua

Per ora quello di Arval a Torino è un progetto di sperimentazione “ma che abbiamo l’ambizione di espandere sul territorio nazionale”, ha spiegato Grégoire Chové, direttore generale di Arval Italia. Oltre al primo store, Arval ha appena aggiunto 750 centri per la mobilità in tutta Italia, strutture multiservice che offrono – a clienti Arval o a chi possiede un’auto di proprietà – servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria, carrozzeria, pneumatici, sostituzione e riparazione cristalli e molto altro, “strutture pronte a investire per adeguarsi alle sfide di un settore della mobilità che si conferma in continua evoluzione”, ha così chiarito l’iniziativa Chové.


Fonte: LIFEGATE

L’auto elettrica si ricarica a casa con i pannelli fotovoltaici

di Andrea Tartaglia

Ricaricare le batterie dei veicoli elettrici comodamente a casa grazie all’energia fornita dai pannelli fotovoltaici. Un’idea tutta italiana che coniuga praticità e risparmio.

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Auto elettrica e pannelli fotovoltaici possono essere un’accoppiata vincente che coniuga mobilità a basso impatto ambientale e risparmio sui costi di gestione. Se a questo aggiungiamo anche la possibilità di utilizzare l’auto con la formula del Noleggio a Lungo Termine otteniamo un pacchetto davvero completo ed interessante.

È l’idea tutta Made in Italy nata dalla collaborazione tra Fotovoltaico Semplice - una virtuosa azienda romana che ha saputo conquistare numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali - e SIFÀ , player del noleggio auto a lungo termine tra i più performanti del mercato di riferimento, che dedica programmi specifici alla mobilità elettrica.

La partnership tra le due aziende punta a fornire ai clienti privati e alle aziende che puntano sull’auto elettrica la possibilità di rifornire i propri veicoli EV presso la propria abitazione o sede operativa attraverso colonnine di ricarica collegati ai pannelli solari, che forniscono energia anche alle utenze. Ecologia e risparmio.

Auto elettrica e pannelli fotovoltaici: come funziona

L’idea è semplice: sfruttare l’impianto fotovoltaico installato a casa o in azienda per ricaricare l’auto elettrica, evitando di dover cercare una colonnina di ricarica pubblica libera e funzionante. E, soprattutto, farlo a costo zero o quasi, grazie alla corrente elettrica generata dai raggi solari.

Una possibilità offerta da Fotovoltaico Semplice, che fornisce sia l’impianto fotovoltaico che le colonnine di ricarica Mennekes Wallbox Amtron, distribuite da Vp Solar e progettate specificatamente per il mercato residenziale. Per gestire e monitorare le attività di ricarica è stata realizzata la Charge App, che contente di gestire da remoto direttamente sullo smartphone.
Una tecnologia utilizzabile su tutte le auto elettriche, che possono essere fornite in Noleggio a Lungo Termine da SIFÀ, azienda giovane ma particolarmente agguerrita che in poco tempo ha saputo ritagliarsi una fetta importante del mercato e che aumenta le immatricolazioni in un 2019 negativo per il noleggio auto.


Fonte: Money.it

Stefan Hofer è il nuovo Amministratore Delegato di BMW Italia

di Simone Viscardi

Dal 1° maggio Stefan Hofer sostituirà Juhre come Amministratore Delegato della filiale italiana di BMW. Ecco la sua carriera.

A partire dall’inizio di maggio, BMW Italia cambia Amministratore Delegato. Axel Volker Juhre lascia l’incarico per diventare CEO della filiali BMW di Francoforte, al suo posto arriva Stefan Hofer.

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CHI È STEFAN HOFER, NUOVO AD BMW ITALIA

Sposato e padre di una figlia, Stefan Hofer ha 49 anni e fa parte del gruppo BMW da quasi 20 anni. Entrato nel 2001 nell’organigramma della casa bavarese dopo aver conseguito la Laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Vienna, nel corso degli anni ha coperto numerosi incarichi, in molteplici divisioni e con progressivi gradi di responsabilità.

Nell’ultimo decennio è stato prima CFO di BMW in Belgio e Lussemburgo (dal 2009 al 2014) e successivamente in Francia (2013/2014). Dal 2014 ricopriva la carica di Vice President Organizational Development Sales and Marketing Automobiles and Motorcycles.

IL SALUTO DEL PRESIDENTE

Ecco le parole di Sergio Solero, Presidente di BMW Italia, all’annuncio della nomina di Hofer come nuovo Amministratore Delegato:

“Innanzitutto voglio ringraziare Axel per lo straordinario lavoro fatto insieme dal 2016 ad oggi che ci ha consentito di raggiungere risultati molto importanti sia dal punto di vista della redditività dell’azienda che nella modernizzazione dei processi con un forte orientamento alla centralità del cliente. La sua esperienza, la capacità di dialogo e la naturale propensione all’innovazione ci hanno aiutato a preparare l’azienda per le impegnative sfide del futuro. Ad Axel auguro ‘in bocca al lupo’ per il nuovo incarico a capo della filiale di Francoforte, una delle più importanti del Gruppo a livello mondiale. Allo stesso tempo porgo un caloroso benvenuto a Stefan che, sicuramente, saprà dare un grande contributo in termini di esperienza e progettualità per poter mantenere la leadership di mercato come BMW Group anche nel nostro paese e guidare il processo di profondo cambiamento che il mercato automotive sta vivendo”

Sergio Solero, Presidente e AD Bmw Italia

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Fonte: Fleet Magazine

Volvo XC40 elettrica debutta nel 2019

di Fabiano Polimeni

Oltre ad arricchire la gamma con due motorizzazioni ibride plug-in, XC40 verrà presentato in versione elettrica a batterie nel corso del 2019

L’obiettivo al 2025 è di realizzare metà dei volumi globali di vendita con un modello elettrico. Volvo XC40 sarà il primo tassello del marchio a offrirsi in versione alimentata a batterie, seguendo un percorso già avviato da Polestar 2.

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XC40 ELETTRICA DAL 2020

Nel corso di un evento dedicato alla sicurezza, fronte sul quale Volvo ha annunciato l’impegno a limitare la velocità massima delle proprie auto a 180 km/h, è arrivata la conferma che, già quest’anno, scopriremo Volvo XC40 elettrica. Notizia riportata da Automotive News.

Non è ancora il tempo delle indicazioni tecniche che saranno alla base del suv compatto in versione elettrica, XC40 che rappresenta il secondo modello più apprezzato dalla clientela Volvo, dietro XC60.

Sarà elettrico e non solo, visto l’ampliamento dell’offerta di ibrido plug-in, che conterà dueproposte Twin Engine, T4 e T5, con motore 1.5 litri turbo benzina abbinato alla componente elettrica.

Leggi anche: Polestar 2, l’elettrico che sfida Model 3

CMA IN COMUNE TRA XC40 E POLESTAR 2

Anteprima mondiale nel 2019, introduzione sul mercato dal 2020, per XC40 elettrica. A fronte di un’architettura comune, CMA che è famiglia modulare dedicata ai modelli di segmento C – dove invece la SPA è riservata al segmento D e superiori –, Polestar 2 e Volvo XC40 differiranno per obiettivi e, secondo i rumours, prezzi.

Approfondisci: Volvo XC40 Business, cosa offre e quanto costa

È prevedibile attendersi una XC40 elettrica dalla potenza inferiore ai 402 cavalli della proposta Polestar, che adotta un pacco batterie da 78 kWh per realizzare i 500 km di autonomia dichiarata.

VOLVO XC40, LA SCHEDA

La fotografia di XC40 è quella di un suv compatto, lungo 4,43 metri e largo 1,86 metri. Auto dell’Anno 2018, è stato il primo modello a essere sviluppato e prodotto sulla Compact Modular Architecture di Volvo, predisposta per l’elettrificazione.

Suv nello stile e nelle proporzioni, grazie all’altezza di 166 centimetri, è stato precursore anche della formula di acquisto Care by Volvo, con servizi personalizzabili e inclusi in un canone di pagamento mensile.

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IL PUNTO SULL’ECOBONUS: UNA FARSA DA 1000 PEZZI SCARSI

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Immatricolazioni a marzo, il primo mese dell’ecobonus è stato un flop: le vetture incentivate fra 0 e 70 g/km di CO2 poco più di mille, lo 0,5% del mercato e addirittura il 20% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nonostante il bonus, ne sono state acquistate di meno. E’ quanto rileva Dataforce nella consueta analisi mensile. “Non solo, analizzando la performance lato “malus”, poco meno di 8.000 vetture contro le quasi 5.000 del marzo 2018: nonostante il malus, ne sono state acquistate di piùLe scelte del Governo si stanno confermando un’iniziativa totalmente inefficace nell’ambito di una politica di rinnovamento del parco circolante”, spiega la società. Qui per riepilogare sulla Legge che premia e disincentiva gli acquisti di auto inquinanti.

IL MERCATO A -9,5%

Tornando ad analizzare il mercato nel suo complesso, dopo un gennaio molto negativo (Passenger cars a -7,49%) e un febbraio con una contrazione meno accentuata (-2,34%), a marzo il mercato ha accusato una flessione ancora peggiore: -9,51%. Risultato positivo, invece, per il comparto Light commercial vehicles, che ha fatto segnare, come a febbraio, un saldo in leggero attivo: +1,37%. Nel terzo mese dell’anno sono stati immatricolati complessivamente 209.740 veicoli (Passenger cars + Light commercial vehicles), a fronte dei 229.940 del marzo 2018 (-8,78%). Questi dati non comprendono le importazioni parallele, ossia le targhe di veicoli nuovi che non sono transitate attraverso gli importatori ufficiali, che a marzo sono state 18.081 (Passenger cars) rispetto alle 15.917 del marzo precedente: + 13,6%, cui si sono aggiunti 464 veicoli commerciali leggeri (-6,83%). Il forte incremento del mercato parallelo, cresciuto di oltre il 30%, non basta però a riportare in positivo il dato complessivo delle immatricolazioni: -3,33%, con un totale di 638.601 nuove targhe in questo primo trimestre del 2019. Tra le Passenger cars ufficiali, il canale dei privati, dopo un primo bimestre molto positivo, ha chiuso il terzo mese dell’anno con un “quasi pareggio” (-1,23%, corrispondente a 1.323 unità in meno), ma il saldo trimestrale rimane in attivo per quasi 5 punti percentuali (sono circa 15.000 targhe in più).

In negativo il comparto delle vendite dirette aziendali: -7,25. Male anche gli altri canali di distribuzione: il noleggio a lungo termine ha perso il 7,68% (comunque meglio rispetto al -14,69% di febbraio e al pesantissimo -19,16% di gennaio), il breve termine è sceso del 18,49% (dopo un febbraio a -17,98%), le auto-immatricolazioni dei concessionari sono calate del 18,13% e quelle degli OEM del 78,73%.

Per il 2019 Dataforce rivede ancora una volta le stime al ribasso, prevedendo il raggiungimento di 1.835.000 immatricolazioni di automobili per passegegri, con una quota dei privati in leggero aumento (market share del 59,9%, pari a circa 1,1 milioni di unità vendute), il noleggio a lungo termine a 245.000 immatricolazioni (quota di mercato del 13,4%, -5,8% in volumi rispetto al 2018), il noleggio a breve termine a 160.000, anch’esso in calo, e le auto-immatricolazioni (cioè demo e km zero) dei concessionari e dei costruttori a quota 235.000, con una market share del 12,8% in forte contrazione.

Il 1.835.000 di nuove targhe ipotizzato da Dataforce rappresenterebbe una flessione rispetto al 2018 del 4%.

Riepilogando: in marzo il numero di giornate lavorative utili all’immatricolazione è stato inferiore rispetto al marzo 2018 (21 contro 22), il mese si chiude con un bilancio molto negativo per il mercato. Sono state immatricolate 194.34 vetture ufficiali (20.409 in meno), 15.506 autocarri leggeri ufficiali (con un saldo positivo di 209 unità), 18.081 vetture parallele (2.164 in più) e 464 veicoli commerciali leggeri paralleli (34 in meno). I canali di importazione non ufficiali rappresentano il 9% sul totale delle immatricolazioni italiane, un volume sempre più significativo.

LE ALIMENTAZIONI, BOOM DI IBRIDE

Il diesel continua a perdere quota: a marzo ha fatto segnare un calo delle immatricolazioni del 22,57%, mentre il benzina cresce, anche se a ritmo meno sostenuto rispetto ai mesi precedenti: +10,72%. Ormai le immatricolazioni dei due principali carburanti si avvicinano: 81.000 le auto a benzina targate a marzo, 101.000 le auto a gasolio. Le elettriche sono cresciute molto, (+44%, pari a 209 unità in più), ma valgono solo lo 0,24% del mercato. “Come del resto ci si aspettava, il boom dell’elettrico grazie agli incentivi non c’è stato affatto”, è il commento. Le ibride sono cresciute di 35,5 punti percentuali, passando dalle 7.567 di marzo 2018 a 10.253 di marzo 2019. Ma di queste, quelle incentivate non arrivano nemmeno a 400 unità.

IL COMMENTO DELL’ESPERTO

“Tanto rumore per nulla: a marzo sono partiti gli ecobonus, per ora l’unica iniziativa dell’Esecutivo giallo-verde a favore dello svecchiamento del vetusto parco circolante italiano. Il Governo Lega-5 Stelle ha puntato esclusivamente sull’elettrico e su alcune ibride plug-in e ha raccolto un bottino striminzito. Sono state immatricolate 676 auto elettriche, con un incremento di 209 unità, e 422 ibride con la spina, vale a dire 80 in più rispetto al marzo precedente. Sempre ammesso (ma nient’affatto concesso) che tutti questi veicoli abbiano ottenuto il massimo contributo all’acquisto (6.000 euro con rottamazione per le elettriche, 2.500 euro con rottamazione per le ibride plug-in), le casse dell’Erario avrebbero sborsato (il condizionale è d’obbligo) 4.056.000 euro per sostenere gli acquisti di elettriche e 1.055.000 euro come contributo a chi guiderà un’ibrida plug-in. In totale sarebbero quindi stati erogati circa 5 milioni di euro sui 60 previsti dal 1° marzo al 31 dicembre (in realtà sono certamente meno, perché non tutti gli acquirenti dispongono di un’auto da rottamare, e alcune elettriche o ibride plug-in superano il prezzo di vendita di 50.000 euro Iva esclusa che rappresenta il tetto massimo per i modelli incentivabili). Sorge quindi spontaneo pensare che, quasi certamente, una buona parte dei fondi messi a disposizione nel 2019 non saranno sfruttati”, commenta Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia.