L’evoluzione della mobilità italiana? Noleggio e car sharing!

di Alessandro Graziadei

Nei primi mesi del 2017 quasi 1 auto su 4 è stata immatricolata per diventare “a noleggio”. Ogni giorno in Italia per ragioni di business e turismo circa 674.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 89.000 quelli del noleggio a breve termine e oltre 17.000 sono quelli che si affidano a servizi di car sharing. Sono questi alcuni dei dati diffusi lo scorso 26 maggio dall’Associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici (Aniasa) che ha presentato il rapporto “Il Car Sharing in Italia: soluzione tattica o alternativa strategica?” dal quale emerge che “L’ininterrotta crescita dei servizi di noleggio veicoli e car sharing conferma l’evoluzione della mobilità italiana dalla proprietà alla formula on demand”.  È la conferma dello stato di buona salute del comparto, che sta contribuendo al rinnovo del parco auto nazionale, immettendo sulle strade veicoli più sicuri e meno inquinanti e che per l’Aniasa “potrebbero aumentare con una configurazione strutturale del super-ammortamento e con un’estensione dell’iper-ammortamento ai veicoli a basse emissioni e alle infrastrutture di ricarica elettrica”. Un occasione per avviare un circolo virtuoso e più sostenibile del parco auto circolante simile a quello già in corso in altri Paesi Europei.

L’Aniasa ha sottolineato che le attività di noleggio veicoli, reduci da un biennio di aumenti a doppia cifra (+18% nel 2014 e +22% nel 2015), “hanno registrato anche nel 2016 una forte crescita delle immatricolazioni: quasi 375 mila nuove targhe tra auto e veicoli commerciali. Il giro d’affari del settore ha superato la cifra record di 6 miliardi di euro, in espansione del 10% rispetto al 2015, con una flotta complessiva che ha sfiorato le 800.000 unità, pari a 100.000 veicoli in più sull’anno precedente”. Tutto ciò ha portato il settore ad incidere come mai prima d’ora sul mercato dell’auto tanto che lo scorso anno, in Italia, più di un’auto su cinque è stata immatricolata ad uso noleggio. Questi risultati sono per l’Aniasa frutto di varie dinamiche convergenti: “la crescente domanda di mobilità turistica e di business, il rinnovo e l’ampliamento delle flotte aziendali, la spinta dei veicoli commerciali trainati dal boom dell’e-commerce, la nuova clientela nell’area delle micro-imprese, dei professionisti e dei consumatori privati, cui si è aggiunto il noleggio mid-term (la disponibilità dei veicoli da un mese a un anno) e i benefici effetti determinati dalla misura del super-ammortamento”.

Secondo il presidente Aniasa Andrea Cardinali, l’accelerazione dello sviluppo anche del car sharing, “da un lato conferma la centralità delle quattro ruote nel sistema di trasporto nazionale, e dall’altro evidenzia il passaggio graduale da un modello di mobilità individuale fondato sulla proprietà del bene ad uno basato sulla condivisione”.  I dati registrati a fine 2016 danno conto di un fenomeno in grande sviluppo in diverse città d’Italia con un aumento del 70% rispetto al 2015 nella distribuzione di tessere per i servizi di car sharing arrivate a 1.080.000 per una flotta di 6.000 veicoli, un più 33% rispetto all’anno prima. Il rapporto spiega che “L’utente tipo, maschio, 38 anni, è pendolare e lo utilizza per raggiungere il lavoro; possiede in media 2,8 tessere per servizi di car sharing e se ne serve senza preferenze per particolari operatori o modelli, verificando la disponibilità del veicolo più vicino”. Così in Italia grazie all’auto condivisa, quasi 2 utenti su 10 hanno già rinunciato all’auto di proprietà, che presenta costi di gestione più onerosi rispetto al car sharing e viaggiano in compagnia di una o più persone, abbattendo ulteriormente i costi della mobilità e quelli ambientali. 

Se però il car sharing è sempre più diffuso è ancora utilizzato come strumento di mobilità saltuario e sporadico, in alternativa all’auto di proprietà e al trasporto pubblico. “Per trasformare il car sharing da alternativa tattica a soluzione strategica per la mobilità urbana, le Istituzioni nazionali e locali dovrebbero uniformare la normativa sul settore e rendere omogenee le condizioni di utilizzo nelle città” ha spiegato Aniasa. Anche se i dati testimonino lo sviluppo costante del car sharing in città, per Cardinali “Restano alcune rigidità che rischiano di ingessare un mercato fortemente dinamico, con enormi potenzialità di sviluppo per la mobilità, urbana e non solo. Manca innanzitutto una definizione normativa di vehicle sharing, così come una cornice legislativa unica per gli operatori pubblici e privati, i quali oggi si confrontano con regolamentazioni del servizio disomogenee fra una città e l’altra, che creano anche confusione nell’utente finale specialmente quando è in trasferta”. Come testimonia la ricerca, è necessario quindi, un potenziamento delle infrastrutture, prevedendo, tra l’altro, parcheggi dedicati e di scambio intermodale presso stazioni ferroviarie e della metropolitana, centri commerciali, poli universitari e ospedalieri: “vere e proprie isole della mobilità dove l’utente possa cambiare mezzo di trasporto in modo agevole, e soprattutto garantito”.

Ma potendo contare pienamente sul car sharing, gli italiani sarebbero realmente disposti a rinunciare all’auto? Dall’analisi dell’ Aniasa emerge come in realtà l’auto condivisa al momento rappresenta un’opportunità di mobilità aggiuntiva, eventualmente sostitutiva della seconda auto. “Il 43% degli utilizzatori non è ancora pronto ad abbandonare la propria vettura e il 32% lo farebbe se solo potesse affidarsi pienamente al car sharing, ma l’11% ha rinunciato a comprare un’auto e il 6% ne ha già venduta una, passando al car sharing”. È chiaro che l’auto condivisa sta ormai modificando le abitudini di mobilità degli italiani, frutto di esigenze diverse che trovano nel risparmio, nella flessibilità e nella praticità del servizio una risposta che non sempre il trasporto pubblico riesce a dare anche nelle grandi città come Milano e Roma, che si confermano città d’elezione dell’auto condivisa assorbendo l’80% del business nazionale. Ora perché il car sharing diventi una vera alternativa italiana è però necessario che esso si integri pienamente nel sistema mobilità, grazie a leggi chiare e ad una maggiore sinergia tra pubblico e privato. L'economia familiare e quella ambientale, intanto, ringraziano.

Puoi trovare l'articolo originale al seguente link: http://www.unimondo.org/Notizie/L-evoluzione-della-mobilita-italiana-Noleggio-e-car-sharing!-166443

“L’AUTO COME FOSSE MIA”. LUIGI HA SCELTO IL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

di Tommaso

Tutti abbiamo bisogno di sentire l’auto “nostra”. La amiamo a tal punto da accettare di dedicare tempo e denaro alla sua manutenzione. Oggi, però, c’è un’alternativa. Pur mantenendo lo stesso amore per la nostra vettura, è possibile svincolarsi da tutte le pratiche relative alla sua gestione.

Con il Noleggio a Lungo Termine, è possibile avere un’auto solo per pochi anni, senza dover pagare bollo e assicurazione e doversi occupare della sua manutenzione. Un trend che sta prendendo sempre più piede anche tra i privati. Lo dimostra la storia di Luigi, giornalista di Roma, che ha trovato la soluzione alle sue esigenze di mobilità nel Noleggio a Lungo Termine di ALD Automotive, tramite il canale retail di Hurry!. Lo abbiamo intervistato per capire meglio le motivazioni di questa scelta

Quanto usi l’auto? Quali sono le tue esigenze di spostamento?

Uso l’auto soprattutto per gli spostamenti casa – lavoro e saltuariamente nel tempo libero. In realtà nel traffico di Roma, per raggiungere velocemente determinate zone nelle ore di punta, uso anche uno scooter. Alla fine percorro con la macchina circa 15mila chilometri l’anno.

Come mai hai scelto la formula Noleggio a Lungo Termine?

Mi sono fatto incuriosire da un collega che mi ha parlato di questa forma di noleggio. Poi mi sono informato per conto mio, ho cercato on line, confrontato siti, comparato le varie offerte e vetture…e alla fine ho contattato Hurry!. Un paio di giorni dopo avevo il preventivo, dieci giorni dopo firmavo il contratto

Che auto hai scelto?

Una Bmw 318d touring, 2.0 diesel, per due anni. Cercavo una tedesca affidabile ed elegante, con spazi familiari visto che ho due figlie, e che mi permettesse di fare qualche viaggio ogni tanto in tutta comodità. E con consumi non esagerati…

Te la saresti comprata nuova?

Confesso di non aver comparato l’opzione ‘nuovo’ con il noleggio a lungo termine. Credo che, a spanne, la perdita di valore di una vettura di quel genere in due anni, pareggi più o meno la rata di noleggio e l’anticipo…. Comunque a parte il discorso economico, era proprio questa mentalità che volevo cambiare: non innamorarsi per tanti anni di una vettura di proprietà, ma di diverse vetture a noleggio ogni due o tre anni. Senza dover pensare ad altro.

Quanto ti pesava la gestione delle pratiche riferite alla tua auto?

Mi pesava soprattutto la manutenzione ordinaria e straordinaria, la gestione di eventuali sinistri: lì in effetti, diventa un carico pesante…non dover pensare a nulla – oppure essere avvertiti se è il caso di pensarci – e poter contare su una rete di assistenza capillare è fantastico!

Che rapporto hai con la tua auto?

In generale, come detto, tendevo ad…affezionarmi. Confesso che vendere la mia auto precedente, una Nissan Qasqai di sette anni, sulle prime mi è un po’ dispiaciuto…ma poi ero soddisfatto del prezzo ottenuto e quindi va bene così. La vettura a noleggio, invece, l’ho appena presa ma la trovo straordinaria: solida, affidabile, con una tenuta di strada pazzesca, silenziosa, confortevole ma anche grintosa. Cerco di tenerla il più possibile pulita e in ordine…figlie permettendo!

Ti mancherà quando dovrai lasciarla?  

Non so…sicuramente sarò curioso di conoscere l’offerta di acquisto…ma spero di resistere e passare a un altro noleggio, ne parliamo tra due anni!

Puoi trovare l'articolo originale al seguente link: http://www.hurrymagazine.it/lauto-come-se-fosse-mia-luigi-ha-scelto-il-noleggio-a-lungo-termine/

I dati sul noleggio a breve termine nel 2016

Autore: Redazione

L’autonoleggio a breve ha vissuto un altro anno di crescita solida, secondo quanto riportato dai dati del rapporto ANIASA, con il giro d’affari che ha addirittura superato l’annata record 2015 (+4,9%, quasi 1,2 mld di euro). Il 71% del giro d’affari riguarda la tariffa base del noleggio, che comprende giorni e chilometraggio; il 24% deriva dalla vendita di accessori come seggioloni per bambini o navigatori satellitari, mentre il restante 5% deriva da tasse e oneri come la gestione delle multe o il mancato ritiro dell’auto prenotata.

Il 2016 è stato anche l’anno record per numero di contratti firmati (5 milioni, +7,6% 2015) e numero di giorni di noleggio (32,5 milioni, +5%), mentre la flotta media ha raggiunto 117.000 veicoli, una crescita del 7% rispetto al 2015.

È stabile il costo del noleggio al giorno, rimasto attorno ai 36 euro. Questo dato è dovuto da due fattori: in primis, la domanda ha espresso la richiesta di noleggi più brevi, che costano di più: I giorni di noleggio nel 2016 sono stati pari a oltre 32,4 milioni (+5%). La durata media dei noleggi è variata del –2,4%, attestandosi a 6,6 giorni. Il secondo fattore riguarda la qualità delle flotte, che ha registrato un calo delle auto di fascia bassa e un aumento di auto di fascia medio alta.

Nel 2016 ogni auto in flotta ha generato proventi per circa 10.000 euro, leggermente più basso (-2,2%) rispetto all’anno precedente.

Il fatturato generato dal business del noleggio di autovetture rappresenta il 95% del giro d’affari totale ed è cresciuto del 4,5%, mentre il noleggio di furgoni, che rappresenta il restante 5%, è aumentato del 13,5%.

Puoi trovare l'articolo originale al seguente link: http://www.rentalblog.it/osservatorio/i-dati-sul-noleggio-a-breve-termine-nel-2016/ 

Nlt. non si ferma più, almeno per un po’.

By Redazione

Un balzo di mezzo milione di euro è il segnale che il NLT ha mandato nel 2016.

Per fornire una chiave di valutazione, basti osservare che nei tre anni precedenti il settore era cresciuto di 400 milioni, passando dai 3,9 miliardi del 2012 ai 4,3 del 2015. Il 2016 ha registrato un +12%, mentre dal 2012 al 2015 l’apprezzamento era stato in totale del +10%.

Complessivamente il giro d’affari è anche di più. Se si tiene conto anche della rivendita dei veicoli usati (un by-product che però pone i noleggiatori come dei grandissimi operatori del mercato dell’usato), il fatturato lo scorso anno è arrivato a 6,5 miliardi, con oltre 600 milioni di crescita sul 2015.

Anche la flotta gestita a fine anno è risultata incrementata di 90.000 unità sull’anno precedente. Anche qui, vale la pena evidenziare come nel triennio precedente la crescita sia stata di 58.000 veicoli.

È un nuovo ciclo di sviluppo che potrebbe continuare per anni su ritmi sostenuti, alimentato da PMI e professionisti e, in prospettiva, dai privati con codice fiscale.

Puoi trovare l'articolo originale al:: http://www.fleetandmobility.it/nlt-non-si-ferma-piu-almeno-un-po/

Noleggio lungo termine senza anticipo: quanto conviene?

BY AUTONOPROBLEM

Anche nel mondo dell’automotive e del noleggio a lungo termine l’innovazione e la tecnologia avanzano a passo spedito, ricordandoci che il futuro è già oggi. Ed il futuro potrebbe essere il noleggio lungo termine senza anticipo, concetto già studiato dalle società di NLT, e divenuto realtà, seppur ancora poco conosciuta dalle aziende e dai privati.

Ma andiamo per ordine, prima di analizzare nello specifico la modalità del noleggio lungo termine senza anticipo, ripercorriamo velocemente gli aspetti principali di un noleggio a lungo termine classico.

Una panoramica generale sul noleggio

ANIASAche si occupa di rappresentare le società di noleggio, ci ricorda le differenze sostanziali tra il comprare un’auto di proprietà e noleggiarla: principalmente, con il noleggio, si può avere l’auto che vogliamo senza investire subito un patrimonio, tutti i servizi come manutenzioni, bollo, assicurazione ecc. sono inclusi nel canone mensile, e quindi si ha anche una certezza dei costi fissi. Tutti i processi sono seguiti dalla società di noleggio, e se a volte il risparmio economico non è strabiliante, dobbiamo ricordarci di quanti pensieri, scadenze e responsabilità ci toglie questa opzione, che lascia solo il piacere della guida. L’unico vero limite del noleggio a lungo termine è l’obbligo di dover rispettare il contratto iniziale fino alla fine (solitamente la soluzione per 3-4 anni è quella più richiesta), con la possibilità in ogni caso, di ricalcolare i contratti con dei conguagli economici.

Ovviamente questa è un’idea non facile da digerire, in un mondo e in una società come la nostra nella quale l’auto è sempre stata vista come un bene di culto, uno status symbol, anche per sottolineare le differenze “di classe” tra una persona e l’altra. Ma fortunatamente in tanti paesi l’auto è concepita solo come uno strumento di mobilità, un mezzo di trasporto, non personale, e se questa ideologia continuerà ad attecchire anche nel nostro territorio, il noleggio diventerà naturalmente l’opzione più vantaggiosa da seguire.

Noleggio a Lungo Termine

Noleggio a Lungo Termine

Il noleggio lungo termine senza anticipo: l’opzione nuova e flessibile

Ora che abbiamo rispolverato velocemente le modalità di un noleggio classico, passiamo ad analizzare le nuove possibilità nate con il noleggio lungo termine senza anticipo. Scopriamo così che tra i vari servizi per utilizzare un’auto non di proprietà, ne è nato uno nuovo chiamato “Ricaricar”, si, proprio come per un telefono, solo che anziché acquistare minuti per parlare, si acquistano chilometri per viaggiare. Ricaricar è a tutti gli effetti un noleggio lungo termine senza anticipo, con il quale si può avere un’auto, oltre che senza anticipo, anche senza maxi rata finale e con IVA, bollo, assicurazione e manutenzioni comprese nella rata mensile. Il prezzo di partenza è di 99€, ma, oltre ai benefici sopra citati, si possono comprare “in corsa” altri pacchetti di km in più se necessario.

Una novità questa introdotta da ALD Automotive, colosso del noleggio a lungo termine, che ha allargato il servizio Ricaricar non solo alle aziende ma anche ai privati, ed i primi riscontri sono stati stupefacenti per le tante richieste arrivate. Ciò fa pensare che potrebbe aprirsi un nuovo capitolo, nella mobilità pay per use, che renderebbe tutto più semplice e accessibile a chiunque.

Ma ALD non è l’unica società ad essersi attivata per creare qualcosa di nuovo, infatti anche LeasePlan, altro colosso del noleggio, ha introdotto il servizio FlexiPlan per aumentare la flessibilità del noleggio lungo termine senza anticipo, dando la possibilità di noleggiare un’auto anche solo per un mese, e di restituirla quando si vuole senza problemi.  E ancora, anche Leasys, concorrente di ALD e LeasePlan, ha introdotto, in collaborazione con Fiat, il servizio Be Free, un noleggio lungo termine senza anticipo, che si può restituire senza problemi dopo un anno e che può essere interamente gestito dallo smartphone scaricando la app dedicata. Unica limitazione, la scelta ristretta, per adesso, a 3 auto:  Fiat 500, Fiat 500 X e Fiat Tipo.

Le prospettive sul futuro

Lo scenario futuro ipotizzabile è che l’auto diventerà definitivamente uno strumento della società, del sistema mobilità, che sarà fondato sul noleggio a lungo e breve termine, il car-sharing, il noleggio lungo termine senza anticipo e su tutti gli altri mezzi di trasporto. Inoltre, il fatto cheoltre alle Case automobilistiche e alle società di noleggio, anche compagnie tecnologiche a livello mondiale come Google ed Uber si stiano interessando e stiano entrando in questo mercato, è un segnale che qualcosa di importante è stato fatto, e qualcosa di altrettanto importante arriverà. Una visione a primo impatto futuristica e a tratti utopistica, ma alla quale ci stiamo progressivamente avvicinando, volenti o nolenti.