Mobility

Con 2share il noleggio condiviso secondo Volkswagen

La formula prevede metà costi per un affitto a lungo termine. Disponibili Up!, T-Cross e T-Roc

Maurizio Bertera

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La T-Cross è tra i modelli disponibili per il servizio 2share

L’ispirazione è sicuramente legata a piattaforme come Spotify o Netflix dove è sempre più diffusa la condivisione a un abbonamento e non viene impedita, anzi. Volkswagen ha deciso di testare il sistema nell’automotive e ha lanciato 2share, un programma di condivisione sul noleggio a lungo termine. In pratica, viene proposto a due utenti di pagare metà per uno la rata mensile, senza alcun anticipo. Una soluzione applicabile sui modelli più popolari della Casa di Wolfsburg, come Up! che parte da 5 euro al giorno, Polo da 6 euro al giorno, T-Cross da 7 euro, o T-Roc da 8 euro. Tariffe da intendersi a persona. La formula 2share può essere applicata a tutti i motori e allestimenti dei quattro modelli.

La formula si presta benissimo a quanti desiderano avere un’auto a disposizione ma allo stesso tempo sanno che ne faranno un uso limitato: la condivisione è studiata per un tempo di 24 o 48 mesi e una percorrenza di 10.000 km annui per la Up!, mentre gli altri tre modelli arrivano a 20.000 km. Nel contratto di noleggio a lungo termine sono inclusi servizi come la copertura assicurativa Rca, la copertura danni e furto e incendio, il bollo, la messa su strada, la manutenzione ordinaria e straordinaria nella rete ufficiale della Casa, l’antifurto satellitare, il soccorso stradale, il traino del veicolo (in qualsiasi giorno e a qualunque orario) in Italia ed Europa, nonché una polizza assicurativa integrata a tutela del conducente.


Come funziona Green NCAP, la valutazione “verde” delle automobili

di Marina Marzulli

Green NCAP è una iniziativa indipendente per promuovere le auto a basso impatto ambientale. Le valutazioni più alte vanno ai veicoli che minimizzano l'uso dei combustili fossili e massimizzano l'efficienza energetica, in condizioni di guida reali.

Green NCAP è un nuovo consorzio unico nel suo genere, nato da Euro NCAP. L’obiettivo è quello di promuovere automobili meno inquinanti e più efficienti dal punto di vista energetico e dei consumi, fornendo ai consumatori informazioni indipendenti sulle prestazioni delle automobili in test che vanno oltre i requisiti legislativi per scoprire le differenze tra le strategie di controllo delle emissioni dei costruttori.

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GLI INTENTI DI GREEN NCAP

Con membri e laboratori di prova indipendenti in 8 paesi europei, Green NCAP è un progetto ambizioso che motiverà le case automobilistiche a sviluppare auto che sfruttano al meglio l’energia che utilizzano e a ridurre al minimo le emissioni di sostanze inquinanti e di gas serra. L’obiettivo è dare chiarezza ai consumatori in un campo inondato da informazioni confuse e restrizioni alla circolazione imposte dalle città. Come per Euro NCAP, la valutazione è espressa in stelle, da 0 a 5.

I TEST

Per ora, il Green NCAP prende in considerazione solo l’energia utilizzata durante la guida(“dal serbatoio alla ruota”), ma in futuro, dal “pozzo alla ruota” ed infine l’intero ciclo di vita, compresa l’energia utilizzata per produrre il veicolo, l’energia che consuma durante la sua vita e l’energia necessaria per rottamare e riciclare le sue parti. Sul sito ufficiale di Green NCAP si possono leggere le valutazioni nel dettaglio ed essere costantemente aggiornati sui nuovi test.

LE PRIME VALUTAZIONI

Green NCAP ha testato le prime 12 automobili. Di questa prima tornata di valutazioni, Hyundai Ioniq e BMW i3, entrambi veicoli elettrici, hanno ottenuto il punteggio massimo di 5 stelle;  quattro stelle sono andate a VW up! GTI; BMW’s X1 2.0d e Mercedes-Benz A200 hanno ottenuto 3 stelle; Ford Fiesta 1.0 EcoBoost è valutato come due stelle nella sua ultima versione, e una stella è andata a Audi A7 50 TDI, Volvo XC40 T5 e Subaru Outback 2.5. Tre auto – VW Golf 1.6TDI, FIAT Panda 1.0 e per il precedente modello di Ford Fiesta 1.0 EcoBoost – hanno ottenuto zero stelle.

Tutte e tre le auto a stella zero sono omologate secondo le norme Euro 6b sulle emissioni, ancora valide per i modelli introdotti prima del settembre 2017. Tuttavia, a partire da settembre 2019, tutte le auto dovranno soddisfare gli standard più severi dell’Euro 6d-temp e le versioni aggiornate di queste auto saranno valutate nella prossima tornata di test.

Leggi anche: Dall’Euro 1 all’Euro 6 d-Temp: guida alle classi ambientali delle vetture circolanti in Italia

DA CONSIDERARE IL CICLO DI VITA

Per ora, le auto elettriche sono considerate dai test Green NCAP l’opzione più ecologica. Tuttavia, le valutazioni potrebbero cambiare perché il Green NCAP includerà presto anche l’autonomia delle batterie nella sua valutazione.

Non solo, i prossimi test prenderanno in considerazione l’intero ciclo di vita del veicolo, cosa che potrebbe colmare il divario tra le auto elettriche e quelle alimentate a combustibili fossili. Per alcune auto a benzina e diesel, infatti, esiste un compromesso tra controllo delle sostanze inquinanti e buona efficienza energetica. I risultati evidenzieranno le strategie che i produttori utilizzano per perseguire entrambi gli obiettivi. Lo schema di valutazione del Green NCAP prenderà in considerazione questi parametri.

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MOBILITÀ ELETTRICA: LA NUOVA FRONTIERA DELLA SOSTENIBILITÀ

L'inquinamento e la sostenibilità, ora più che mai, sono una battaglia quotidiana per la salute del nostro pianeta: ridurre l'impatto ambientale è un'impresa che parte da noi. Il primo sistema da rivoluzionare è sicuramente quello delle automobili, fonte di maggiore inquinamento; ormai sempre più automobili stanno passando all'elettrico, ma è importante capire cos'è e perché bisogna scegliere la mobilità elettrica.

Il concetto di sostenibilità

Se ne sente parlare ormai da anni eppure su cosa sia la sostenibilità ancora molti tentennano. Per sostenibilità si intende la riduzione delle emissioni di inquinanti locali e di de-carbonizzazione che comporta un miglioramento della qualità dell'aria che respiriamo. Un benessere per il cittadino e per la città stessa: non si tratta di voler salvare l'ambiente, ma di pensare anche alla propria salute. La mobilità elettrica punta a ridurre il tasso di inquinamento che i mezzi di locomozione comportano. Nel 2018 il numero di auto elettriche nel mondo vendute è stato di 2,1 milioni ma non è ancora abbastanza.

Perché è così importante scegliere questa opzione? I motivi principali, oltre alla salvaguardia dell'ambiente sono due: flessibilità e risparmio. Da una parte, infatti, è possibile ricaricare l'auto elettrica sia a casa che presso spazi pubblici in base alle proprie esigenze, dall'altra parte si risparmia sui costi di rifornimento. Molte aziende mettono a disposizione anche un servizio di noleggio a lungo termine che prevede il noleggio di un veicolo elettrico e l'acquisto dell'infrastruttura di ricarica, oltre ai servizi di consulenza.

Utilizzare la mobilità elettrica è una scelta dettata da molti vantaggi, primi tra tutti: è chiaramente un mezzo sostenibile, si acquista a prezzi ormai sempre più accessibili e in più hanno un'autonomia adeguata anche a trasferimenti giornalieri. Vantaggi economici e pratici riguardano anche ulteriori agevolazioni, come la completa esenzione dal pagamento del bollo per i cinque anni seguenti all'immatricolazioni o sconti successivi. L'obiettivo della mobilità elettrica è quello di ridurre l'impatto ambientale degli spostamenti e di promuovere i valori della sostenibilità, ma non è un sistema che riguarda solamente le autovetture. Anche le bici sono soggette a quest'innovazione:
le e-bike: sono biciclette di ultima generazione equipaggiate con un motore elettrico che assiste la pedalata, chiamate anche per questo bicilette a pedalata assistita. Si ricaricano in assoluta semplicità nelle ciclostazioni. Da questa definizione le e-bike potrebbero sembrare una variante di motorino ma non è così: il motore della bicicletta si attiva esclusivamente quando si pedale. Una E-bike con il motore disattivato, è in pratica, assimilabile ad una normalissima bicicletta tradizionale. I vantaggi dell'e-bike? L'e-bike è una bicicletta ecologica con bassi costi di gestione, agevola gli spostamenti alleggerendo la fatica e rispecchia le tendenze necessarie di sviluppo sostenibile del pianeta.

E le stazioni di ricarica?
Molte aziende danno la possibilità di acquistare colonnine per la ricarica scegliendo la potenza, la modalità di accesso alla ricarica e il numero di prese. In base alle proprie esigenze ci saranno cataloghi di mobilità elettrica che soddisferanno ogni cliente. La mobilità elettrica è il futuro, ma già presente.


La qualità dell’aria in Italia, un problema di salute e sostenibilità

di Marina Marzulli

L'aria che respiriamo ha pesanti conseguenze sulla nostra salute e in molte città italiane si superano i livelli di guardia degli inquinanti. Per migliorare è necessario ripensare anche al nostro sistema di mobilità, a partire dalla vecchiaia del parco auto.

Kyoto Club e l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Cnr hanno presentato MobilitAria 2019, uno studio su qualità dell’aria e politiche di mobilità nelle 14 principali città italiane. Ne abbiamo parlato con Francesco Petracchini, Responsabile Ufficio Progettazione del CNR-IIA, in occasione di Motus-E, l’incontro che ha visto convergere a Roma i player della mobilità elettrica.

MOBILITARIA 2019

MobilitAria 2019 ha delineato un quadro complessivo sull’andamento della qualità dell’aria e delle politiche di mobilità urbana nelle principali 14 città e aree metropolitane italiane nel periodo 2017-2018. Le città prese in considerazione sono:

  • Bari

  • Bologna

  • Cagliari

  • Catania

  • Firenze

  • Genova

  • Messina

  • Milano

  • Napoli

  • Palermo

  • Reggio Calabria

  • Roma

  • Torino

  • Venezia

Il Rapporto 2019 permette un confronto con gli anni 2012/13, da cui emerge il balzo della mobilità a piedi e in bicicletta, la tenuta del trasporto pubblico e il calo dell’uso dell’auto, che tuttavia resta ampiamente il mezzo preferito dai cittadini metropolitani con oltre il 50% di spostamenti.

Per l’uso del Trasporto Pubblico Urbano aumentano gli utenti a Bologna (+18%) e Torino (+12%), Cagliari (+9%), maglia nera per Catania (-10%). La sharing mobility cresce a Milano, Torino, Firenze, Roma, Palermo e Cagliari, sbarca a Bologna per la prima volta, ma nelle altre città non decolla.

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Cresce la mobilità sostenibile

Il tasso di mobilità sostenibile, costruito sommando gli spostamenti a basso impatto (piedi, bici e TPL) nelle aree urbane,è inferiore al 40%, sia nella media delle Città metropolitane, sia in quella nazionale. Nel 2016-2017 rispetto al 2012-2013 l’indice è cresciuto di quasi 8 punti a livello nazionale e di circa 5,5 punti nelle aree metropolitane

L’area metropolitana di Milano apre la classifica con un tasso di mobilità sostenibile di poco inferiore al 50% (48,3%), seguita da Genova (46,7%), Venezia (46,4%) e Bari (44,1%). In fondo alla classifica Catania, Reggio Calabria, che pure migliorano, e Messina. “Al Nord nonostante la mobilità e il trasporto pubblico siano più efficienti, le condizioni meteoclimatiche e la stagnazione dell’aria non aiutano”, specifica Petracchini.

Leggi anche: In Nord Italia l’aria peggiore d’Europa

GLI INQUINANTI

“La problematica comune a tutta Italia è la vetustà del parco circolante: molto veicoli sono ancora Euro 0,1,2. Siamo al di fuori dei limiti e questo si ripercuote sulla salute delle persone, con 70-80mila morti annue legate agli inquinanti dell’aria, commenta Petracchini. Il Rapporto considera 3 inquinanti per la valutazione della qualità dell’aria: particolato PM10, particolato PM2,5 e biossido di azoto (NO2).

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Biossido di azoto

Nello specifico, viene rilevata una riduzione dei livelli medi di NO2, con alcune città in decremento come Messina (-23%), Cagliari (-21%), Roma (-12%), Torino (-12%) e Bologna (-11%).

Al contrario Reggio Calabria e Catania segnalano un superamento dei valori. Tra le città che nel 2018 hanno superato i limiti ci sono Milano, Roma e Torino.

Particolato PM10

Per le concentrazioni medie di PM10, in genere al di sotto dei limiti, per diverse città è avvenuto il superamento dei limiti giornalieri (35 giorni all’anno). Tra queste la peggio del 2018 è Torino (89 giorni), seguita da Milano (79 giorni), Venezia (63 giorni), Napoli (40 giorni), Cagliari (49 giorni).

Proprio per il continuo superamento dei limiti normativi di PM10, l’Italia lo scorso marzo è stata deferita dalla Commissione UE alla Corte di Giustizia europea.

Particolato PM2,5

In merito alle concentrazioni di PM2,5, nessuna città registra valori maggiori al limite normativo, tuttavia le città di Torino, Milano e Venezia presentano concentrazioni prossime al valore limite annuale per la protezione della salute umana pari a 25 μg/m3.

LE PROPOSTE PER MIGLIORARE

MobilitAria 2019 lancia lanciano diverse proposte per migliorare la qualità dell’aria e la mobilità sostenibile, in particolare:

  • l’aumento del numero di centraline per controllare meglio la qualità dell’aria

  • l’approvazione di un nuovo codice della strada

  • linee guida per i Piani regionali sulla Qualità dell’Aria

  • il monitoraggio dei PUMS che tutte le città metropolitane devono approvare entro ottobre 2019

Inoltre sono definiti target precisi al 2025 per l’aumento del trasporto collettivo, della mobilità pedonale e ciclistica, della sharing mobility, contestuale alla riduzione dell’uso dell’auto privata. Per quanto riguarda le auto elettriche, si propone che dopo il 2030 non vengano più vendute In Italia veicoli “fossili”, ma si punti sull’elettrico per auto, moto e trasporto pubblico.

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L’auto elettrica si ricarica a casa con i pannelli fotovoltaici

di Andrea Tartaglia

Ricaricare le batterie dei veicoli elettrici comodamente a casa grazie all’energia fornita dai pannelli fotovoltaici. Un’idea tutta italiana che coniuga praticità e risparmio.

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Auto elettrica e pannelli fotovoltaici possono essere un’accoppiata vincente che coniuga mobilità a basso impatto ambientale e risparmio sui costi di gestione. Se a questo aggiungiamo anche la possibilità di utilizzare l’auto con la formula del Noleggio a Lungo Termine otteniamo un pacchetto davvero completo ed interessante.

È l’idea tutta Made in Italy nata dalla collaborazione tra Fotovoltaico Semplice - una virtuosa azienda romana che ha saputo conquistare numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali - e SIFÀ , player del noleggio auto a lungo termine tra i più performanti del mercato di riferimento, che dedica programmi specifici alla mobilità elettrica.

La partnership tra le due aziende punta a fornire ai clienti privati e alle aziende che puntano sull’auto elettrica la possibilità di rifornire i propri veicoli EV presso la propria abitazione o sede operativa attraverso colonnine di ricarica collegati ai pannelli solari, che forniscono energia anche alle utenze. Ecologia e risparmio.

Auto elettrica e pannelli fotovoltaici: come funziona

L’idea è semplice: sfruttare l’impianto fotovoltaico installato a casa o in azienda per ricaricare l’auto elettrica, evitando di dover cercare una colonnina di ricarica pubblica libera e funzionante. E, soprattutto, farlo a costo zero o quasi, grazie alla corrente elettrica generata dai raggi solari.

Una possibilità offerta da Fotovoltaico Semplice, che fornisce sia l’impianto fotovoltaico che le colonnine di ricarica Mennekes Wallbox Amtron, distribuite da Vp Solar e progettate specificatamente per il mercato residenziale. Per gestire e monitorare le attività di ricarica è stata realizzata la Charge App, che contente di gestire da remoto direttamente sullo smartphone.
Una tecnologia utilizzabile su tutte le auto elettriche, che possono essere fornite in Noleggio a Lungo Termine da SIFÀ, azienda giovane ma particolarmente agguerrita che in poco tempo ha saputo ritagliarsi una fetta importante del mercato e che aumenta le immatricolazioni in un 2019 negativo per il noleggio auto.


Fonte: Money.it